Pier Lofrano ITW

A questo giro ci siamo dati da fare di più sulla tastiera che dietro le lenti, ma credo ne valga la pena lo stesso. E’ inoltre risaputo che leggere fa diventare intelligenti, se poi quello che scrive è il nostro amico Pier Lofrano, tanto meglio, le perle di saggezza non mancheranno.
Pier per chi non lo conoscesse è uno degli bmx street rider storici in Italia, l’impersonificazione degna del Chills not Skills che tanto oggi fa figo. Vi lascio alla ITW, buona lettura.

Ciao Pier, tu vai in BMX da un po’ ormai, ma magari qualcuno dei più giovani non ti conosce, ci fai una piccola intro su di te?

Ciao Fede, qui è Pier Lofrano, 16 anni, di Milano. Vado in bmx da più di 10 anni ormai e non mi sono ancora stancato di farlo… anzi!

Quando noi abbiamo iniziato ad andare in bici era tutto diverso da oggi, come hai fatto ad appassionarti? Raccontaci qualcosa dai…

Era completamente diverso! Non c’era internet (almeno con le potenzialità di ora), uscivano due video all’anno in VHS, le riviste dovevi ordinarle o farti i km per recuperarle da qualche giornalaio lungimirante. Mi sono appassionato alla bmx dal vivo quindi. Il primo contatto fu a Parigi, vedendo dei ragazzi che facevano flat. Poi ad una delle prime edizioni di Skipass a Modena: se non ricordo male erano presenti Stefan, Limonta, forse Barbero e Tisoni. Io osservavo attentissimo tra il pubblico, la bmx della Decathlon era a casa, appena comprata. Di fianco a me c’era un ragazzino con gli occhi azzurri che già al tempo faceva mille domande: era Alessandro Froio. Da quel momento ho iniziato ad informarmi su cosa ci fosse dietro a quella disciplina. Al Bomboclat di Monza ho conosciuto Giancarlo “Aglio” Madella che mi ha insegnato praticamente tutto quello che c’era da sapere sulla bmx in ambito lifestyle. Non parlo di trick quindi, ma di cultura del mezzo, degli spot, del gesto atletico, dello stare in compagnia, dell’agonismo e del rispetto dei più grandi. Ho girato per più di un anno solo con lui per gli street spot della Brianza, era un po’ come in Karate Kid quando Danielsan incontra il maestro Miyagi. Non ho più smesso!

Photo by NoSoccer

Sei sempre stato uno di quelli fissato con lo street e i trick tecnici, possiamo dire che sei avanguardista o è una parola troppo difficile?

Avanguardia? Fede come parli… ti ricordo che sei di Brescia! Hahahah. Più che una fissa è stata una cosa naturale visto che mi sono formato girando per street spot. Dalle mie parti non c’erano skatepark al tempo. E poi lo sai che mi è sempre piaciuto fare il diverso. Ho avuto la fortuna che questa diversità coincidesse con il fare qualcosa che mi piacesse di più rispetto al trend del momento. In realtà ho sempre considerato i miei trick e il mio modo di girare un po’ povero, poco spettacolare e spesso noioso: al tempo nessuno, ma proprio nessuno, girava brakeless, nessuno faceva barspin in street e le combo erano rarissime. Saltavano tutti in alto sui funbox, io ero da solo sui muretti a fare feeble. Quando lo street ha iniziato ad essere in voga ho montato il freecoaster, un po’ per differenziarmi e un po’ per sfida con me stesso. Probabilmente fra tre anni monterò le rotelle.

La scena bmx italiana quando noi avevamo 17/20 anni era molto solida e a quei pochi contest o jam che c’erano si andava tutti in massa. Tu ci andavi spesso o facevi il “choosy” già allora?

Ahahah non so perchè ma sento che mi stai dando del choosy. Sì, quando abbiamo iniziato noi era davvero tutta un’altra cosa. Eravamo 20, 25 rider, sempre gli stessi, provenienti da tutta Italia, che si incontravano per girare e stare insieme nella serate dopo le jam o i contest. Direi che per 5-6 anni non mi sono perso una jam. Il mezzo preferito era il Kangoo del Limonta! Best Era!

Hai qualche aneddoto divertente che ti salta in mente di quei viaggi?

Troppi, te li butto li così. La prima birra bevuta da Stefan (ho una foto che testimonia l’accaduto), lo stesso Stefan che sale su una Ferrari a caso a Milano Marittima e attacca adesivi sulle auto dei vigili, Limonta che guidava con una mano e intanto cucinava, o le sue improbabili location dove dormire durante la notte, il mullet di Civera, la super perquisizione della polizia tedesca a Monaco. Niente di eclatante rispetto agli eccessi che si vedono adesso nei video, facevamo casino ma per divertirci non per acchiappare guai. C’era molto feeling umano tra rider. Un po’ di memoria storica non farebbe male alle nuove leve!

A proposito di viaggi: qualche anno fa hai passato un po’ di tempo in Canada, com’era andata? Non hai avuto voglia di restare la a fare il gangsta?

Ma quale gangsta, i canadesi sono famosi per essere il popolo più educato e tranquillo della terra. Comunque sì sono stato quasi tre mesi a Toronto, ospite di Chris, che qualche rider più datato ricorderà sicuramente per la sua permanenza di circa 3 anni qui a Milano. E’ stata un’esperienza super, sono partito senza mutande ma con dietro la bmx. Ho girato tantissimo, aggiungendo alla dimensione dei trick anche quella del cruising, ossia prendere la bici e girare per la città senza una meta precisa (cosa che faccio moltissimo tuttora), ma osservando quel che succede, cercare spot, zone inesplorate. Potete capire il fascino di fare una cosa del genere in una città con quasi 5 milioni di abitanti. Ho avuto la fortuna di girare alcuni tra gli spot più famosi del mondo. Ho conosciuto una delle crew più fighe del momento (www.bmxfu.com) con la quale sono stato qualche giorno a Montreal. Loro sono la perfetta incarnazione del chills not skills, mi hanno accolto come un fratello e mi hanno lasciato emozioni che non dimenticherò mai. Ho anche lavorato, facevo più soldi li in un giorno che qui in Italia in un anno, ma sono tornato perché mi mancava il calore e l’attitudine al caos tipica del nostro paese!

Adesso ti si vede poco alle jam e ai contest, che cosa fai nei tuoi weekend ora che sei grande e vaccinato?

Vado a messa, lavo l’automobile e vado a fare la spesa! Ahahahaha! Vado in bici cosa vuoi che faccia? Giro da solo, mi faccio un sacco di km gironzolando a caso in città, vado negli skatepark quando non sono troppo affollati. Mi becco con amici per cappuccini e the caldo delle 17, gioco a Bike Polo oppure, se il venerdì ho esagerato, pennichella e restauro fisico e mentale. Mi si vede poco alle jam e ai contest perchè non mi diverto più, l’aria è pesante e i ragazzini sorridono poco!

Photo By Paolo Mottadelli

Ma sta cosa del Bike Polo? O che ci sono un sacco di fighe alle gare o proprio da te non me l’aspettavo… (si scherza eh)

Federico caro sai benissimo (e se non lo sai prova a pensarci e vedrai che ci arrivi) che le donne scappano alla vista del sudore, e io sono uno che suda molto e che sta sempre in mezzo alle persone sudate. Bmx= zero figa, Bike Polo= zero figa, concerti= zero figa. Scherzi a parte (non è uno scherzo in realtà) sono uno molto radical, ma verso le persone e il loro atteggiamento, non verso i movimenti, gli sport o al mezzo. I ragazzi del Bike Polo sono persone super easy, che praticano molto e ostentano poco. L’approccio alla bicicletta è spesso più punk di quanto non si veda in bmx, della serie “finchè non è rotto un pezzo non si cambia”. A livello umano mi trovo molto bene con il gruppo Milano Bike Polo, abbiamo più o meno tutti la stessa età e, differenze di vita a parte, a tutti piacciono le cose semplici e poco artefatte. Ho provato per scherzo, mi sono trovato bene e continuo.

Ci sono delle somiglianze con la Bmx? Io vedo nel gruppo core del bike polo quella che era la bmx circa 6/7 anni fa in Italia, ti torna?

Mi torna! Parliamo appunto di una cosa nuova. Dunque per adesso ci si conosce tutti, c’è rispetto reciproco, c’è agonismo ma che non supera mai il piacere di stare insieme. Come nella bmx 10 anni fa. A livello sportivo invece in comune c’è che si va in bici e ci si fa male, ma il controllo della pallina è una cosa extra, più vicina al gioco di squadra dell’hockey, o del basket.

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La musica è sempre stata una delle cose che ti appassionava di più mi sembra di ricordare, ma che te suoni?

Oh certo, e continua ad appassionarmi. Sto finendo di registrare il secondo disco con il mio gruppo e credo che riusciremo a promuoverlo con dei concerti questa primavera. Bellissimo fare i concerti Fede, è una delle cose più appaganti che esistano. Che te suoni cosa vuol dire? Ma come parli? Suono la batteria nella band e canto, e per passione suono anche tutto il resto, chitarra, pianoforte ecc ecc. E se vuoi adesso te le suono pure a te!

Dai ricorda di quella volta che ti ho fatto vincere l’unico contest della tua vita… ahahah

Ridi ridi che tanto poi ci siamo divisi il bottino! Ho vinto (in realtà sono arrivato secondo ma visto che Kid aveva vinto già tutto avete dato il premio ai secondi classificati) il best trick sul bank to wall con fakie bar al contest “Hit The Target” di Soncino, nel 2007, in quello che era uno degli spot più fighi e alternativi di tutta Italia. Da quella volta non ho certo imparato a chiuderlo meglio quel cazzo di trick, come il minivideo qui sopra dimostra. E ovviamente non ho vinto più niente (e non sono più nemmeno arrivato secondo).

Della nuova scena di riders italiani, chi ti piace di più? Con chi giri nel tempo libero?

Questa domanda è cattiva perché implicitamente sai già la risposta. Se intendi la generazione di rider dopo la nostra, a parte Kid che ha comunque iniziato a girare con noi, la risposta è nessuno purtroppo. Non parlo ovviamente di modo di girare in bmx. Non mi piace nessuno in modo completo, ma questo perché ovviamente non conosco tutti e soprattutto le nuove leve parlano una lingua che non conosco: e sai quanto è importante per me cosa comunichi agli altri mentre giri e mentre aspetti il tuo turno (cazzo uno alla volta si gira!!!!). Quindi non escludo che ci sia qualcuno che posso piacermi, ma, se c’è, non l’ho ancora incontrato. Stilisticamente mi piacciono invece Brown, Mirco, Saoner, Edo, Andres, Mitch, Dadda, Cicca, Dani De Piccoli ecc ecc.
Con chi giro nel tempo libero?… Anche qui direi nessuno. Condivido la città con la crew MB, ma esclusi pochi elementi che mi cercano e che a mia volta cerco (a patto che non si portino dietro il pullman di zarri), gli altri mi sembrano degli alieni. E’ venuto fuori bene il mio essere radical? Ahahahah. In realtà non hai idea di quanto mi dispiaccia passare per il rompi cazzo, però credo che sia sotto gli occhi di tutti l’ignoranza c’è in giro e quanto sia tutto profondamente cambiato rispetto a qualche anno fa. Probabilmente c’è stato un errore nell’interpretazione del termine “trick ignorante”, nessuno forse ne ha mai capito il vero significato. Quella che è stata Milano nel 2006-2007 e la scena italiana per me e i miei compagni abituali di riding è qualcosa di irripetibile, e che, vista la mancanza di orecchie all’ascolto, rimane custodita preziosamente nella nostra cassaforte!

Bene Pier, grazie per la disponibilità e per la tua solita sincerità. Saluti e ringraziamenti finali?

E’ un piacere Fede, grazie a voi per l’opportunità e il tempo che mi avete dedicato per realizzare la clip qui sopra e per avermi fatto sentire per qualche istante “importante”, celebrando con me una cosa in cui credo molto, a cui ho dato molto e che mi dà molto. Ringrazio e saluto te e Alessandro Civera per essere degli ottimi amici e delle persone estremamente con i piedi per terra, insieme con Angelo Emme. Ringrazio Giancarlo Aglio Madella (RIP) per avermi messo in bicicletta, i miei storici compagni di riding Chris, Rio, Sergio, Lino, Froio, Carletto, Ivan, Lorenz e tutta l’old school milanese. Ringrazio Alberto Pepe di Southfresh, i ragazzi di Milano Bike Polo, i miei compagni di band de Il Cubo di Rubik Monocromo, il mio gruppo storico di amici KKK, Elena per essere la miglior persona dell’universo! Peace!

19 Risposte “Pier Lofrano ITW”

  1. Paola Valenti

    Hei, non ti facevo così famoso! A parte gli scherzi, non sai che piacere sapere che la bmx continua ad essere per te uno stile di vita! Alcune idee "radical" poi mi risuonavano, mentre leggevo, con un'eco di una voce roca, inconfondibile. Una vera emozione! Grande Pietro Pier Lofrano!

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    • Pietro Pier Lofrano

      Ciao Paola! E' un passaggio di testimone, spero che continui a passare quel messaggio, alla fine sempre positivo e genuino, come la voce roca e inconfondibile! Grazie Paola Valenti, un abbraccione!

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  2. Anonimo

    Oh ma senza facebook non si può commentare?!!!
    Mitico Pier, tutte le volte che ti ho incontrato è stato un piacere!!!Condivido molto di quello che dici!!! Grande!

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